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Giovedì 12 Gennaio 2012 10:32

Bollo auto: manca 1 miliardo nel 2010

I calcoli dell'UNRAE sul gettito della tassa di possesso: il recupero dell'evasione per stimolare il mercato 

Un miliardo di euro sarebbe l’ammontare dell’evasione del bollo auto in Italia secondo quanto stimato dal Centro Studi UNRAE, l’Associazione delle aziende automobilistiche estere operanti in Italia.

Lo studio è stato condotto incrociando i dati dell’ACI riferiti al parco circolante 2010 (36.751.311) con le banche dati dell’Associazione stessa; ciò ha permesso di valutare in circa 2,1 milioni di unità le autovetture esentate in parte o in toto dal pagamento dell’imposta (auto possedute da disabili, storiche, giacenti presso i depositi giudiziari, circolanti in aree private o facenti parte dello stock di usato presso i concessionari).

Pubblicato in Comunicati stampa

Il tradizionale incontro con la stampa dell'Assciazione delle Case estere

“Riteniamo che l’intero settore dell’automotive possa contribuire in modo significativo al rilancio dell’economia del nostro Paese. Il Governo Monti ha dovuto prendere drastiche misure imposte dall’allarmante quadro economico-finanziario europeo. Ora attendiamo le azioni necessarie in favore del rilancio dell’economia italiana, consapevoli che esse dovranno tenere conto anche di un comparto che dà lavoro a 1.200.000 persone, che contribuisce al gettito fiscale nella misura del 16,6%, che vale l’11,4% del Pil. Non possiamo immaginare che un settore di questa rilevanza economica e sociale rimanga fuori da un progetto destinato a restituire al nostro Paese la posizione che gli spetta fra i maggiori protagonisti dell’Europa Unita”.

Pubblicato in Conferenze stampa

Il tradizionale incontro con la stampa dell'Assciazione delle Case estere

“Riteniamo che l’intero settore dell’automotive possa contribuire in modo significativo al rilancio dell’economia del nostro Paese. Il Governo Monti ha dovuto prendere drastiche misure imposte dall’allarmante quadro economico-finanziario europeo. Ora attendiamo le azioni necessarie in favore del rilancio dell’economia italiana, consapevoli che esse dovranno tenere conto anche di un comparto che dà lavoro a 1.200.000 persone, che contribuisce al gettito fiscale nella misura del 16,6%, che vale l’11,4% del Pil. Non possiamo immaginare che un settore di questa rilevanza economica e sociale rimanga fuori da un progetto destinato a restituire al nostro Paese la posizione che gli spetta fra i maggiori protagonisti dell’Europa Unita”.

Pubblicato in Comunicati stampa

Con agevolazioni al credito 50.000 immatricolazioni aggiuntive

Da una ricerca elaborata dal Centro Studi UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere presenti in Italia, emerge come la percentuale di giovani dai 18 ai 29 anni che acquista un’autovettura nuova si stia progressivamente assottigliando. Gli acquisti di questa fascia di clienti, infatti, sono passati da 30 autovetture per 1.000 giovani del 2005, alle 23 del 2010 (rapportando le immatricolazioni ai dati Istat sulla popolazione).

Pubblicato in Studi e analisi

Con agevolazioni al credito 50.000 immatricolazioni aggiuntive


Da una ricerca elaborata dal Centro Studi UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere presenti in Italia, emerge come la percentuale di giovani dai 18 ai 29 anni che acquista un’autovettura nuova si stia progressivamente assottigliando. Gli acquisti di questa fascia di clienti, infatti, sono passati da 30 autovetture per 1.000 giovani del 2005, alle 23 del 2010 (rapportando le immatricolazioni ai dati Istat sulla popolazione).

“Mentre, infatti, la flessione complessiva del mercato globale dei privati nei 5 anni è stata del 17% – afferma Sirio Tardella, Direttore del Centro Studi dell’Associazione - quella delle fasce giovanili si è attestata addirittura al 28,4%”. “Anche l’indagine svolta dall’Istituto Piepoli a corredo della ricerca, per conto dell’UNRAE – prosegue il Direttore - conferma che una delle principali motivazioni del mancato acquisto riguarda difficoltà reddituali delle fasce giovanili, connesse alla precarietà occupazionale e alle crescenti problematiche di accesso al credito”.

Pubblicato in Comunicati stampa

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