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05 Mar 2010

Urgenti interventi strutturali di lungo periodo per eliminare dal parco il 50% di veicoli più vecchi di 10 anni

Febbraio a +25,8% per i veicoli commerciali, ma non è un segnale di ripresa.

“Dopo la crescita di gennaio (+21,8%), anche febbraio fa registrare un incremento delle vendite di veicoli commerciali del 25,8%, ma nulla fa assolutamente pensare ad una ripresa del settore, considerata la difficile situazione che grava su tale comparto e il difficile contesto macroeconomico che non prospetta segnali imminenti di ripresa”. Così si è espresso Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere operanti in Italia.

Secondo quanto diffuso dalle due Associazioni del settore UNRAE ed ANFIA, le consegne dei veicoli da lavoro in febbraio sono state 17.199, in crescita appunto del 25,8% rispetto alle 13.677 dello stesso periodo dello scorso anno. Come per il mercato delle autovetture, il risultato del mese è conseguenza solo del portafoglio accumulato alla fine dello scorso anno, vista la scadenza del programma di incentivi e dell’effetto confronto con il febbraio 2009, che a  sua volta aveva registrato una pesante flessione del 37%. Nel 1° bimestre dell’anno le vendite sono state 31.936, in crescita del 23,9% rispetto alle 25.778 del gennaio-febbraio 2009.

Se si analizza il risultato dei contratti, vero indicatore delle attuali condizioni di salute del comparto, il mese appena trascorso si è chiuso con una flessione del 10,6%, nonostante nel febbraio del 2009 già si fosse evidenziata una diminuzione del 36,5%”.

“Come per il mercato dell’auto – prosegue Filipponi - per dare nuova linfa al settore sono necessarie misure strutturali di lungo periodo, quali il proseguimento degli incentivi al rinnovo del parco e l’inserimento dei veicoli da lavoro fra i beni strumentali previsti dalla Tremonti-ter”.

“Quando si prendono decisioni drastiche in merito al blocco totale del traffico, contemporaneamente in più province – conclude il Direttore Generale - bisognerebbe tener presente che i vecchi veicoli commerciali, circolanti quotidianamente nelle nostre città per l’attività di urban delivery, sono i principali responsabili dell’inquinamento e delle emissioni di CO2 originate dal trasporto. E dall’analisi UNRAE allegata, si può notare come su un parco circolante di oltre 3.300.000 unità, il 50% sia ancora composto da veicoli con oltre 10 anni di anzianità”.

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