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02 Ago 2010

Con la crisi dell'auto posti di lavoro a rischio e forti perdite per il fisco

Ancora un crollo del mercato delle immatricolazioni in luglio (-26%).

“Con il mese di luglio anche le apparenze sono venute meno. Infatti, solo grazie ad un primo trimestre caratterizzato dalle immatricolazioni delle vetture ordinate sul finire del 2009 con il favore degli incentivi, il bilancio dell’intero periodo del 2010 manteneva un saldo attivo, quando già immatricolazioni e ordini del secondo trimestre evidenziavano, invece, una situazione di vera e propria crisi di mercato.

Ora, anche i dati dell’intero periodo indicano l’entità della flessione che, a fine 2010, farà registrare la perdita di 650.000 contratti rispetto al 2009. Questa caduta ha due conseguenze, entrambe di grande rilievo: innanzitutto si va manifestando in modo preoccupante la progressiva forte difficoltà dei Concessionari auto, che in molti casi si trovano costretti a ridurre il personale; in secondo luogo, sta ad indicare un minor fatturato di 10 miliardi di euro e, quindi, un minor gettito IVA di circa 2 miliardi di euro per le casse dello Stato, proprio in un momento in cui le difficoltà di reperimento di risorse per i programmi del Governo si fanno sentire maggiormente”.

Il commento di Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, giunge in occasione della diffusione dei dati di mercato delle auto nuove del mese di luglio, resi noti oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che con 152.752 immatricolazioni (-26%) per la prima volta dall’inizio dell’anno, porta in passivo anche il bilancio dell’intero periodo. Dopo 7 mesi, infatti, le 1.317.260 vetture nuove targate denunciano una flessione dell’1,5% rispetto all’analogo periodo del 2009. E’ dal luglio 1994 che nel mese non si registravano in Italia immatricolazioni inferiori alle 155.000 unità.

La conferma del difficile momento del mercato delle auto nuove viene anche dal notevole calo degli ordini registrato in luglio: 130.000, con una flessione di circa il 22%, mentre nei 7 mesi si registra, con circa 1.060.000 ordini, la perdita di quasi un quarto dei contratti (-24%) rispetto a quelli raccolti nell’analogo periodo dello scorso anno. Anche in questo caso, si tratta di un record negativo: il livello più basso mai registrato, per lo stesso mese, da quando esiste la rilevazione, ossia da 13 anni.  

“Il forte calo delle immatricolazioni – prosegue Filipponi - ha una conseguenza negativa anche nel rapporto tra automobile e ambiente. Infatti, il rinnovo del circolante, che nel primo trimestre di quest’anno (periodo interessato dagli incentivi statali) aveva fatto registrare un forte calo della media ponderata delle emissioni di CO2 (calcolata sulle immatricolazioni di nuove auto) a 131,8 g/km, ora attraversa una fase di stallo, incidendo in modo significativo sul rallentamento virtuoso delle emissioni di CO2: in luglio, infatti, tale valore si è portato a 134,7 g/km”.

L’UNRAE, inoltre, richiama l’attenzione delle Istituzioni anche sulle indiscutibili priorità della sicurezza nel quadro del contributo che l’automobile può e deve dare alla qualità della vita degli italiani.

"In quest’ottica – afferma Filipponi – abbiamo preso atto con soddisfazione che il rinnovato Codice della Strada, approvato in via definitiva dal Parlamento nei giorni scorsi, pone in ulteriore grande rilievo il fattore sicurezza. Riteniamo, dunque, opportuno richiamare l’attenzione sugli enormi passi avanti compiuti dalla tecnologia automobilistica proprio nell’area della sicurezza attiva e passiva espressi dai veicoli oggi sul mercato. In questa logica, riteniamo opportuna una strategia di medio e di lungo periodo tesa al rinnovo del parco circolante, ancora oggi caratterizzato da oltre 13,7 milioni di auto con più di 10 anni di vita e, quindi, con un tasso di sicurezza non in linea con le scelte fatte in occasione del rinnovo del Codice della Strada”.

Tornando ai dati di mercato del mese di luglio, le immatricolazioni ai privati sono scese al 68,7% di quota (-33,9%), a dimostrazione del fatto che sono proprio le famiglie a risentire maggiormente della situazione.

Dopo 25 mesi, inoltre, in luglio tornano a toccare il 50% del mercato le immatricolazioni di vetture diesel, a fronte del 41,9% di un anno fa. Le auto a benzina rappresentano il 38,6% del totale rispetto al 34,4% del luglio 2009, mentre continua la flessione delle immatricolazioni di vetture a basso impatto ambientale, che nel complesso hanno rappresentato l’11,3% del totale, contro il 23,7% del luglio 2009: un vero e proprio crollo, dopo la fine degli incentivi.

Per quanto riguarda, infine, il mercato delle auto usate, il Ministero rende noto che i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i passaggi temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), in luglio sono stati 394.050, in flessione del 3,3% rispetto ai 407.309 dell’anno precedente. I primi 7 mesi con 2.688.976 unità immatricolate, si allineano ai risultati registrati nello stesso periodo del 2009 (+0,08%).

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