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01 Ott 2010

In Italia continua la caduta verticale delle vendite e degli ordini di nuove auto

In settembre nuova forte flessione del mercato (-18,9%).

In base ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di settembre in Italia sono state immatricolate 154.429 autovetture nuove, in flessione del 18,9% rispetto al settembre del 2009, quando le immatricolazioni furono 190.389. Nei primi 9 mesi del corrente anno, le immatricolazioni sono 1.542.433, con una contrazione del 4,35% rispetto ai nove mesi dello scorso anno, che avevano fatto registrare 1.612.581 targhe.

Quanto agli ordini, efficace indicatore del trend del mercato, in base ai dati ANFIA/UNRAE, la flessione è esattamente in linea con quella delle immatricolazioni: i 157.000 contratti hanno fatto registrare, infatti, una contrazione del 19%, mentre la riduzione cumulata della raccolta ordini dei nove mesi, con circa 1.285.000 contratti, fa registrare un calo del 23%.

“Il mercato italiano dell’automobile – sottolinea Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia – dopo i primi 9 mesi registra la perdita di quasi 400.000 contratti e solo grazie alle consegne incentivate effettuate nei primi 3 mesi dell’anno il consuntivo delle immatricolazioni non sarà altrettanto negativo. Era da 14 anni che il mercato dell’auto in Italia non proponeva dati così deludenti e non ci sono concreti elementi per prevedere una significativa inversione di tendenza anche per gli anni a venire”.

Secondo l’UNRAE, occorre un piano di sviluppo, richiesto peraltro a gran voce dalle forze imprenditoriali del Paese, all’interno del quale il settore dell’automotive è forza trainante con 1.200.000 persone fra addetti diretti ed indiretti.

“Occorrono azioni tese al rilancio dei consumi – afferma Filipponi – attraverso progetti strutturali, che stimolino il rinnovo del parco circolante e che introducano l’automobile in una fiscalità più moderna, abbandonando quel sistema ormai arcaico che colpisce la proprietà invece di incidere fiscalmente sull’uso”.

Rispetto alla situazione europea, spiegano all’UNRAE, l’Italia si trova in difficoltà in termini di competitività perché c’è un’arretratezza riguardo alla fiscalità delle auto aziendali, mentre i passaggi di proprietà sono i più cari d’Europa, deprimendo il mercato dell’auto usata.

“In base alle promesse fatte in campagna elettorale dal Presidente del Consiglio Berlusconi – aggiunge il Direttore Generale dell’UNRAE – ci si aspetta che venga mantenuto il preciso e ormai attuale impegno di abolizione della tassa di possesso (bollo), che era stata promessa per la seconda parte della legislatura”.

A seguito del rallentamento nel rinnovo del parco circolante, gli analisti dell’UNRAE ricordano che con la fine degli incentivi si è fermato il processo di riduzione media ponderata delle emissioni di CO2, che nel 1° trimestre 2010 era scesa a 131,8 g/km – grazie anche agli incentivi al rinnovo del parco - avvicinandosi all’obiettivo dei 130 g/km indicato dall’Unione Europea per il 2012, per risalire, invece, nel periodo aprile-settembre a 134,2 g/km.

Tornando alle immatricolazioni del mese di settembre, si registra un’ulteriore contrazione delle vendite a privati, che nel mese perdono ben 14 punti di quota, passando dal 78,2% di settembre 2009 al 64,1% attuale, registrando una flessione del 33,5%, ben più ampia di quella del mercato totale. Ciò, a fronte di un recupero delle immatricolazioni a società (+44%), passate dal 12,5% al 22,2% del settembre 2010 e di quelle da noleggio, al 13,7% con una crescita di 4,4 punti percentuali, che giustifica la crescita delle immatricolazioni nell’Italia centrale, che in settembre è arrivata a rappresentare il 28,2% delle immatricolazioni totali.

Le alimentazioni diesel tornano a rappresentare il 50% del mercato, recuperando 10 punti di quota rispetto al settembre 2009, mentre le benzina si posizionano al 40% rispetto al 32,9% di un anno fa. Di contro, le vetture a basso impatto ambientale hanno perso quasi 17 punti di rappresentatività, raggiungendo appena il 10% contro il 26,8% di un anno fa.

Quanto infine all’usato, i 389.900 passaggi di proprietà, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), hanno registrato una crescita del 5,9% rispetto ai 368.077 del settembre 2009. I primi 9 mesi dell’anno evidenziano un lieve incremento pari all’1,3% e 3.307.898 autovetture trasferite.

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