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05 Mag 2011

Anche con la nuova e più pesante IPT l'ecologia rimarrà fuori dalla porta

Ancora una misura fiscale che colpisce l’automobilista italiano

I nuovi conteggi dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), che andranno ad aggravare sensibilmente le spese di acquisto delle auto nuove e dei passaggi di proprietà delle auto usate - con importi anche di 8/9 volte superiori, per certi livelli di potenza, a quelli attuali - hanno sollevato molte perplessità sia per la forma, sia per la sostanza del provvedimento legato all’introduzione del federalismo fiscale che abolisce ogni differenza di applicazione fra privati ed aziende, colpendo quindi direttamente il consumatore automobilista, che già è chiamato a contribuire alle spese dello Stato con oltre 67 miliardi di tasse (dato 2009).

Ricordiamo che agli utenti motorizzati, in tempi recenti, è stato già chiesto di sostenere la cultura e lo spettacolo con un aumento delle accise sui carburanti, i cui prezzi, dal canto loro, sono in continuo aumento per via delle forti tensioni internazionali.

“Il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 31 marzo – spiega Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia – non solo costituisce di per sé un aggravio notevole per il settore dell’auto già da tempo in forte crisi, ma appare anche articolato in modo poco razionale nella sua pratica applicazione”.

Il conteggio della nuova IPT si baserà inizialmente sul numero dei kW di potenza della vettura e solo in un secondo momento anche sulle classi ecologiche di omologazione europea (Euro 0, Euro 1, Euro 2, ecc.).

“La misura, che entrerà in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – precisa Filipponi – pur nel suo aggravio dei costi, avrebbe almeno delle motivazioni ragionevoli se fosse legata soprattutto agli aspetti ecologici, cosa che invece potrà avvenire, eventualmente, dal 1° gennaio 2012 se verrà attuata la riforma globale dell’IPT. In questo modo, non si intravede nemmeno quella politica di lungo periodo in favore di un piano strutturale di rinnovo del parco circolante basato su principi ecologici certi e univoci”.

Nella messa a punto definitiva del regolamento di esecuzione del Decreto Legislativo, ci si augura che le Istituzioni tengano nel giusto conto la voce tecnica del settore automotive, adattando tempistiche e norme ai problemi introdotti dal ricalcolo dell’IPT, come ad esempio la necessità di adeguare i sistemi informatici alla rielaborazione dei prezzi “chiavi in mano” delle auto nuove.

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