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26 Ott 2011

Convegno UNRAE Veicoli Industriali - Relazione Filippo Moscarini

Intervento del Presidente AISCAM

al Convegno UNRAE "Uomini e mezzi protagonisti del trasporto merci: tecnologie d'avanguardia e coraggio delle scelte"

Roma, 26 Ottobre 2011

Il tema della sicurezza stradale si può ben dividere in tre argomenti principali: il veicolo e le nuove tecnologie; la strada o meglio ancora le infrastrutture in generale; il conducente. Negli anni 70, quando sono uscite le prime statistiche sulle cause di incidenti stradali, si parlava di una quasi equa distribuzione fra questi tre principali elementi che compongono la circolazione stradale; da allora molto è stato fatto:
i costruttori di veicoli si sono impegnati al massimo investendo molto in ricerca e sperimentazione ed oggi i lori prodotti hanno ormai raggiunto altissimi livelli di sicurezza attiva e passiva, con un comfort di marcia ed una facilità di guida talvolta quasi eccessivi. Sui veicoli pesanti sono stati poi trovati anche particolari accorgimenti che aiutano i conducenti nelle lunghe ore di guida, come ad esempio sensori di carreggiata e sistemi complessi che valutano la distanza di sicurezza intervenendo automaticamente sui freni in caso di riduzione rispetto ai limiti impostati.

Anche la strada e in particolare le infrastrutture hanno subito profondi cambiamenti migliorativi: dalle pavimentazioni alle protezioni laterali ed agli elementi spartitraffico come new jersey e guard rail, alle gallerie, ai viadotti e così via. Ormai una buona parte della nostra rete stradale ha raggiunto caratteristiche tecniche tali da poter offrire un buon coefficiente di sicurezza; una delle ultime novità ad esempio, anche se non molto pubblicizzata, riguarda i cosiddetti letti di arresto o rampe di arenamento, utili per fermare i veicoli pesanti in caso di mancanza di freni in lunghi tratti in discesa.

Nel nostro centro ISAM di Anagni, vengono svolte giornalmente prove di crash sulle barriere con tutti i tipi di veicoli, per poter studiare la resistenza delle barriere e gli effetti che si possono verificare nella circolazione, alla continua ricerca di migliorarne il livello di sicurezza.

Ed eccoci quindi arrivare al terzo elemento, il più importante e cioè l’uomo che con un comportamento errato e non rispettoso del codice della strada può vanificare tutti gli sforzi fatti sia dai gestori delle strade che dai costruttori di veicoli. Oggi, come indicano varie statistiche, è responsabile del 90% circa degli incidenti stradali; nella ripartizione dunque delle responsabilità negli incidenti stradali abbiamo quindi strada e veicolo che, messi insieme, rappresentano il 10% circa delle cause di sinistro; tutto il resto è da addebitare al conducente direttamente o indirettamente.

Se ci chiediamo il motivo la risposta sembra molto facile; è stato investito molto poco su questo elemento perché solo la formazione specifica e quindi la conoscenza può "migliorare" l’essere umano. Cosa è stato fatto negli ultimi decenni per il conducente?

E non ci si riferisce al conducente generico bensì almeno a quello professionista, cioè a quello che vive con e sul proprio mezzo, che trasporta merci pericolose, che trasporta persone, che può utilizzare il veicolo per scopi di polizia o istituzionali, che per lavoro deve percorrere tanti chilometri al giorno, che trasporta malati; cioè parliamo di quelli, una volta definiti autisti o camionisti, che secondo gli articoli 36 e 37 del DLg 81/08, devono essere informati, formati ed addestrati sui rischi specifici e sull’utilizzo delle attrezzature di lavoro che nel nostro caso sono i veicoli; e questo perché dati di fonte INAIL del 2009 ci dicono che gli incidenti stradali costituiscono il 72% degli incidenti sul lavoro e si distinguono in infortuni in itinere e stradali in occasione di lavoro; altro dato fornito dall’Istituto è che il 54% circa delle morti sul lavoro è causata da incidenti stradali.

Non bisogna tralasciare, inoltre, un altro dato importane: il costo sociale e materiale sostenuto nel 2009 dallo Stato per l’incidentalità stradale è stato pari a 30 miliardi di euro, parte dei quali quindi sostenuti tramite l’INAIL.

Diventa così importante l’elemento "conducente" che per disinformazione e/o mancata formazione può provocare alla società in un anno anche danni per svariati miliardi di euro. Risulta dunque fondamentale informare, formare e addestrare almeno i conducenti professionisti che nella circolazione potranno anche essere di buon esempio per tutti gli utenti delle strade.

Si parla sempre di codice della strada, di inasprimento delle pene e così via ma poco si parla di norme specifiche dedicate alla formazione e quando si fa qualcosa l’attuazione è sempre lunga e difficile.

Si prenda ad esempio la importante normativa che riguarda la "carta di qualificazione del conducente", la cosiddetta CQC che tutti conoscono.

Escludendo tutti coloro che entro il 2009 hanno conseguito già la patente C, C+E, D, D+E, il resto degli interessati, i giovani, dovrà percorrere tutto l’iter previsto dalle norme; è questa quindi un’ottima occasione per verificare, anche se in parte, l’importanza della formazione.

È stata infatti recepita la direttiva 2003/59/CE del Parlamento Europeo concernente la qualificazione iniziali e la formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci e di passeggeri e risulta dunque obbligatorio formarli con corsi teorici e pratici.

Abbiamo l’obbligo di partecipare alle spese per la preparazione dei futuri professionisti del volante; molti già lo fanno finanziando corsi di formazione, o mettendo a disposizione il personale da addestrare (che rappresenta un costo) o ancora fornendo i mezzi e le attrezzature necessarie. Ma tutto ciò non basta; è necessario un impegno maggiore anche nella ricerca di riduzione dei costi di formazione.

AISCAM dispone, grazie alla sua associata ASC, di due simulatori di mezzi pesanti, uno fisso ed uno mobile che permettono di esercitarsi in ambienti e condizioni simulate ma reali e per periodi prolungati e con continuità.

I simulatori, come previsto dall’ art.7- punto 5- del Decreto Ministero dei Trasporti del 16.10.2009, permettono percorsi personalizzati che vengono eseguiti in assoluta sicurezza e il tutto può essere organizzato nel piazzale interno dell’azienda cliente simulando diverse condizioni atmosferiche, di traffico, con scarsa visibilità e aderenza, soprattutto riducendo il costo del corso con risultati riconosciuti e più che validi.

Il vantaggio di avere giovani conducenti addestrati e formati è di tutti gli utenti delle strade, che possono sentirsi più sicuri, dello stesso Stato che riduce un po’ di quei costi dovuti all’incidentalità stradale; delle Società di trasporto che possono disporre di personale altamente qualificato e ridurre di conseguenza i rischi di trasporto; dei costruttori che, in via indiretta, affideranno i propri mezzi a professionisti in grado di valutare e suggerire nuovi sistemi validi per la sicurezza stradale; delle Assicurazioni che potranno ridurre gli importi dei rimborsi e quindi, si spera, il costo delle polizze.

Ciò che non costa tanto invece è l’informazione, ma anche qui ci sono delle carenze; e non si parla solo del cliente ultimo ma dei venditori e dei tecnici di assistenza: se non si conosce il prodotto da vendere non si può spiegarne le caratteristiche e le varie funzioni e ciò si ripercuote sulla sicurezza stradale.

AISCAM, con i suoi due centri di eccellenza ISAM ed ASC, da sempre investe nella sicurezza stradale e si rivolge principalmente ai giovani, al futuro, considerando l’uomo/conducente la causa principale dell’incidentalità nel nostro paese.

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