• Ma la quota sul totale dei privati sale dal 20,8% al 21,4% • Fatturato in calo a 6,62 miliardi di euro (-4,7%) • Le BEV crescono a quota 8,3% (+0,2 p.p.), le plug-in al 5,4% (+2 p.p.)
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Nel 2025 le immatricolazioni di auto da parte dei privati con partita IVA risentono della congiuntura negativa generale, ma cedono meno del totale mercato privati.
Secondo l’analisi del Centro Studi e Statistiche UNRAE, in collaborazione con l’ISTAT, questo segmento di clientela registra 177.109 nuove immatricolazioni (in calo del 7,0% rispetto alle 190.349 unità del 2024). Con una contrazione inferiore a quella del totale privati, il canale delle partite IVA sale in quota, arrivando a pesare il 21,4% del totale privati (era il 20,8% l’anno precedente). Parallelamente, il fatturato si attesta a 6,62 miliardi di euro (-4,7% rispetto ai 6,95 miliardi del 2024), con un prezzo medio di acquisto delle vetture scelte in leggera crescita a circa 37.400 euro (+2,4%).
Cambiano anche gli equilibri tra le diverse categorie professionali. Le Imprese individuali, con 107.263 unità (-8,5% in volume), mantengono saldo il proprio primato ma perdono un punto di quota, fermandosi al 60,6% del totale; i Professionisti, con un volume stabile a 39.747 immatricolazioni, salgono al 22,4% di quota dal 20,9% del 2024. Al loro interno, trainano in particolare gli Studi legali (4,3% del canale) e i Commercialisti (3,2%), entrambi con una share in leggera crescita. Completano il quadro gli Agenti di commercio, che salgono al 9,9% di quota (+0,2 p.p.) con 17.554 immatricolazioni, e il comparto agricolo, che scende al 7,1% (-0,7 p.p.) a causa di una contrazione a doppia cifra delle immatricolazioni, che si fermano a 12.545 vetture.
Alimentazioni
Le vetture ibride nel 2025 confermano ormai la leadership anche fra gli acquisti dei privati possessori di partita Iva, raggiungendo il 45,4% di quota (+5,7 p.p. sul 2024), mezzo punto in più di quella dei privati senza partita IVA. Il motore a benzina continua a flettere, scendendo al 20,1% (-4,4 p.p.), il diesel cede altri 3,2 punti, fermandosi al 10,9%. Sulle vendite del canale privati senza Partita IVA, il motore a benzina detiene una quota oltre 6 volte superiore al diesel (27,1% vs 4,3%). Nei privati con partita Iva, il Gpl copre il 9,8% del totale (-0,2 p.p.), ma con una quota più alta nei privati senza Partita IVA. Le vetture BEV guadagnano appena 0,2 punti di quota, all’8,3% del totale, mentre le plug-in salgono di due punti al 5,4% di share, quote comunque superiori a quelle nei privati senza partita IVA e - per le BEV - superiori anche a quella nelle società.
Segmenti/Carrozzerie
Segmenti e carrozzerie di ingresso (A e B) si confermano meno rappresentativi fra i privati con partita Iva rispetto ai privati senza partita IVA, che segnano un calo di quota sul 2024. I SUV del segmento C sono sostanzialmente stabili al 23,1% e quelli del segmento D crescono di 1,2 punti, al 10,7%. I SUV cedono due decimali nell’alto di gamma, confermando per i privati possessori di partita Iva una share dei segmenti e carrozzerie medio-alte più elevata che nel canale privati senza partita IVA. Fra i privati con partita Iva le Multispazio e le Sportive guadagnano 1 decimale sul 2024, ne perdono due le Station wagon. I SUV rappresentano complessivamente il 67,1% delle preferenze (+2,8 p.p. sul 2024).
Distribuzione geografica
La provincia di Roma si conferma al 1° posto per immatricolazioni di auto a privati possessori di partita Iva, al 7,3% sul totale nazionale (-0,5 p.p. sul 2024), inferiore a quella del mercato privati senza partita IVA. Al 2° posto troviamo Milano (+0,1 p.p.) e Torino al 3° (-0,1 p.p.). Al 4° posto Firenze (+0,1%), segue Napoli (- 0,1 p.p.) e al 6° posto a pari merito Brescia e Bologna (stabili sul 2024). Napoli, Brescia e Padova hanno una quota più alta che nei privati senza partita IVA.
Gli acquisti in leasing
Cede due decimi di punto la quota del finanziamento in leasing, sfruttato nel 17,8% degli acquisti di auto da parte dei privati con partita IVA, modalità non utilizzata tra i privati senza partita IVA.
Distribuzione anagrafica
La fascia 30-45 anni cede 3 decimi di punto al 26,3%, la più rappresentativa fra le immatricolazioni di privati con partita Iva, con appena 2 decimali di vantaggio sulla seconda. Al 26,1% (-0,4 p.p.) troviamo la fascia 46-55 anni, mentre recuperano quota le fasce più mature. I 56-65enni coprono il 25,9% (+0,1 p.p.), gli over 65 salgono al 17,1% (+0,8 p.p.). I più giovani cedono 2 decimali al 4,6% e – come gli over 65 - sono meno rappresentativi fra le partite Iva che fra i privati senza partita IVA.
L’analisi esposta (disponibile con tempi differiti per le durate di aggiornamento e dialogo degli archivi) è una sintesi dei principali risultati sul comportamento di acquisto dei privati possessori di Partita Iva, che l’UNRAE è in grado di dettagliare in modo ancora più approfondito.
Inoltre, abbiamo il piacere di sottolineare che per il triennio 2026-2028 l’analisi farà parte del Piano Statistico Nazionale dell’ISTAT, che raccoglie le rilevazioni statistiche di interesse pubblico.
In allegato il comunicato stampa completo di grafici e tabelle
TAG: immatricolazioni, privati, partita IVA, 2025, Italia
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